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Microclima negli ambienti di lavoro. Come adeguarsi alle norme.

La radiazione solare: un agente di rischio per la salute

L’importanza delle schermature solari per il comfort termico

Indice dei contenuti

Introduzione

C’è un problema storico che spesso incide sulla salute e benessere nei luoghi di lavoro, sia nella pubblica amministrazione sia nelle aziende piccole, grandi e medie: il calore e i fastidi causati dalla radiazione solare. Postazioni dietro vetrate esposte al sole, uffici che si trasformano a causa dell’effetto serra scatenato dall’esposizione solare, showroom dove, al caldo, si somma il problema degli abbagli che, spesso, impediscono di vedere bene sui monitor dei pc. Eppure, nell’analisi degli ambienti di lavoro, quante volte ci si dimentica di valutare vetri, finestre e vetrate come agenti di rischio.

Microclima negli ambienti di lavoro

Un microclima confortevole è quello che suscita nel personale una sensazione di soddisfazione per l’ambiente da un punto di vista termo-igrometrico. Una soddisfazione che viene identificata come “benessere termo-igrometrico” (o “benessere termico”, “benessere”, “comfort”): questa condizione di comfort si può assicurare a tutti i locali. Un ambiente confortevole influisce molto sulle condizioni psicofisiche di un lavoratore, sulla redditività e soddisfazione personale.

Ambienti moderati e ambienti severi

Veniamo alla classificazione.

  1. Gli ambienti “moderati” sono ambienti nei quali gli scambi termici fra soggetto e ambiente consentono il raggiungimento di condizioni prossime all’equilibrio termico, ovvero di comfort.
  2. Gli ambienti “severi” sono, al contrario, quelli dove le condizioni ambientali sono tali da determinare nel soggetto esposto uno squilibrio termico: è proprio questo squilibrio un fattore di rischio per la salute ed è per questo che molti medici del lavoro guardano proprio alla radiazione solare, al problema dell’effetto serra e chiedono interventi a favore dei dipendenti.

La radiazione solare agente di rischio per la salute: normative

Il d.lgs. 81/2008 contiene disposizioni in due parti chiaramente distinte:

  1. a)     Nell’Allegato IV punto 1.9 il microclima viene considerato come requisito di salute e sicurezza, sottolineando la necessità di “adeguatezza” della temperatura, dell’umidità, e della velocità dell’aria, nonché la relazione tra questi parametri e i metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori in un’ottica di massimizzazione del comfort.
  2. b)     Nel Titolo VII il microclima viene invece considerato come uno degli agenti fisici che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Qui si sottolinea l’urgenza di un intervento mirato alla minimizzazione e, ove possibile, alla eliminazione del rischio laddove il microclima impatta sulla salute del lavoratore

Il testo dell’allegato IV del d.lgs. 81/2008 contiene importanti riferimenti: una serie di quantità fisiche (temperature, umidità, irraggiamento solare, movimento dell’aria) delle quali tener conto nella valutazione di un eventuale discomfort in relazione ai metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.

La norma tecnica UNI EN ISO 7730 invece, è il documento cardine per la valutazione del comfort termo-igrometrico: fornisce un criterio di quantificazione del discomfort basato su un indice detto PMV, acronimo di Predicted Mean Vote (voto medio previsto) che rappresenta la migliore sintesi delle disposizioni dell’allegato IV: integra le quantità fisiche citate (temperatura, umidità, irraggiamento solare, movimento dell’aria).

L’importanza delle schermature solari per la salute

La radiazione solare va, dunque, considerata come un agente di rischio per la salute. Uffici e locali pubblici e privati esposti al sole tutto il giorno registrano problematiche di riflessi e abbagli, effetto serra, esposizione a fonte di luce in eccesso pericolosa per la vista e stress termico dovuto al calore accumulato nell’ambiente.

Il flusso termico dovuto alla costante filtrazione della radiazione solare causa un aumento delle temperature, provocando un’asimmetria radiante rispetto all’ambiente interno più freddo.

Questo flusso di energia costante non è controllabile con nessun sistema di climatizzazione, nemmeno il più performante che, peraltro, avrebbe costi elevati in consumi di energia e causerebbe differenze termiche in pochissimo spazio, danneggiando la salute dei lavoratori o del pubblico.

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